Petrignani, Sandra: Fantasia & fantastico. Dialoghi con Argento, Calvino, Carpi, Clerici, Consolo, De Gregori, Dossena, Fo, Fracci, Giudici, Hack, Malerba, Manganelli, Volponi, Milano, Camunia, 1985, 22,5 x 14 cm. Brossura editoriale con alette; pp. 143, (9). Dedica autografa firmata di Petrignani. Fioriture al taglio del volume e un ingiallimento marginale dovuto all’alette del libro alla prima e ultima carta. Edizione originale.
Italo Calvino ricorda un verso bellissimo del Purgatorio: «Poi piovve dentro a l’alta fantasia… » La fantasia, dunque, è un posto in cui piove dentro, piovono immagini dal cielo. Per Dante l’ispirazione artistica viene da Dio come nella concezione classica veniva dalle Muse. «Le Muse come custodi della memoria, figlie della Memoria, la memoria collettiva» dice Calvino. «Le Muse rappresentano il deposito di tutto il raccontabile, di tutto il dicibile. Saper attingere a questo repertorio potenziale è la dote del poeta». « E nella sua fantasia come piove, quanto, cosa?» «Piovono immagini e parole insieme. Mi baso su un processo misto. Spesso è un’immagine visiva prima che verbale a venirmi in mente. Però il momento decisivo è quello in cui mi metto a scrivere. Allora l’intenzione originale cambia, può anche trasformarsi del tutto, venire completamente dimenticata. Altre volte resiste. Per esempio: l’immagine iniziale era un uomo tagliato in due? Era un ragazzo che si arrampica su un albero e non scende più? Era un’armatura vuota capace di muoversi per la forza di volontà, sorretta da nessun corpo? Su queste immagini figurali lavoro. Faccio tutti i casi possibili, mi chiedo cosa succederà…» Dal dialogo fra Sandra Petrignani e Italo Calvino
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