Kokoschka, Oscar: fotografia originale nella quale è ritratto il pittore all’interno del suo studio, nell’atto di accendersi una sigaretta. Gelatina ai sali d’argento in stampa vintage (10,5 x 15 cm.), con al retro le indicazione del fotografo G. Fehr. Sull’emulsione, al lato destro dell’immagine, la firma autografa di Kokoschka. In ottimo stato di conservazione.
Formatosi in Austria, nella cerchia della Secessione Viennese, influenzato dal linearismo elegante di Gustav Klimt, Kokoschka trovò ben presto una propria cifra stilistica, caricando le proprie opere di una forte emotività, spesso rivolta agli aspetti più tetri e crudi dell’animo umano. Pittore dalla vita tormentata, affascinato dal mondo del subconscio esplorato negli stessi anni da Freud e considerato un vero e proprio “selvaggio” della pittura, Kokoschka non ricercò mai la bellezza e l’armonia, quanto più l’asprezza e la vena più insondabile e più cruda della vita, ricerca che si accentuò dopo il trasferimento a Berlino e al contatto con l’arte di Munch, di Matisse e dell’Espressionismo tedesco, periodo durante il quale la sua produzione si carica di un cromatismo violento che accentua la vena di disperazione dei suoi soggetti. Sempre attento alle ricerche estetiche coeve, Kokoschka seppe trarre influssi dal movimento Dada, dall’opera di Paul Klee e di Kandinskij, ma restando sempre fedele al figurativo e alla propria visione del mondo per poi approdare, negli ultimi anni di vita ad una visione più disincantata e rasserenata, dove ai grandi temi della gioventù si sostituiscono paesaggi sterminati e dipinti psicologici, prima di spegnersi all’età di quasi cento anni, dopo aver regalato all’arte del Novecento uno dei più preziosi ed originali contributi.
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