Pascoli, Giovanni: Carmina, Bologna, Zanichelli, 1914, 29,5 x 21 cm. Legatura editoriale in tela rossa con decorazioni e titoli in oro al dorso (scoloritura per esposizione alla luce); piatto anteriore con decorazioni in oro. Pagine 579, (7). Frontespizio illustrato da De Carolis e oltre 60 xilografie dello stesso De Carolis inserite come testatine e finalini. Edizione di lusso a tiratura limitata di 500 esemplari numerati stampati su carta in barbe uso mano. Prima edizione postuma di questa vasta raccolta di poesie latine, le cui illustrazioni furono concertate fra Il Pascoli e De Carolis prima della morte del poeta. Bell’esemplare.
I Carmina di Giovanni Pascoli rappresentano l’intera produzione poetica in lingua latina del poeta, un corpus vasto e significativo che lo ha consacrato come uno dei più grandi poeti latini dell’epoca moderna. A partire dal 1892, Pascoli vinse per tredici volte la prestigiosa medaglia d’oro al concorso di poesia latina di Amsterdam. I Carmina non sono una semplice esercitazione accademica, ma una parte essenziale della poetica pascoliana, speculare a quella in italiano (Myricae, Canti di Castelvecchio). Pascoli trasferisce in latino la sua visione bucolica, descrivendo la natura con la consueta precisione botanica e ornitologica, intrisa di malinconia e senso del mistero. Nei carmi, Pascoli esplora con profondità il mondo antico, in particolare la schiavitù e la vita umile, spesso con un approccio critico verso la brutalità del potere.
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