Prezzo: euro 70
Autore: Pasolini, Pier Paolo
Titolo: Il sogno di una cosa
Editore: Garzanti
Data: 1962

Pasolini, Pier Paolo: Il sogno di una cosa, Milano, Garzanti, 1962, 20 x 13,5 cm. Tela editoriale con sovracoperta; pp. 216, (6). Esemplare in eccellente stato di conservazione. Edizione originale.

Il sogno di una cosa è il primo romanzo di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1949-50 ma pubblicato solo nel 1962 e originariamente intitolato I giorni del Lodo De Gasperi. Quel recupero a tanti anni di distanza poteva valere come un nostalgico ritorno memoriale alle atmosfere perdute del Friuli arcaico, contadino e sacrale e a vicende, storiche ed esistenziali, di innocenza tradita. E molti interpretarono in questa chiave il romanzo, che era stato potenzialmente d’esordio come poi di bilancio consuntivo. Invero, in quei primi anni Sessanta, urgevano anche altri motivi in Pasolini, che già aveva alle spalle i romanzi romani sui “ragazzi di vita”, le riflessioni lirico-meditative delle Ceneri di Gramsci e della Religione del mio tempo e che, tra passione e ideologia e ormai con un piede anche nel cinema, era avviato ad uno scontro sempre più sofferto con la modernità. Nel ritorno al “Sogno”, con un titolo ripreso da un Karl Marx del 1843 non ancora “marxista”, agiva sottotraccia anche la coscienza della fine dell’illusione, proiettata e controfigurata nel Friuli lontano, perduto e, anch’esso, ormai avviato allo stravolgimento. Come in un romanzo di formazione, ma alla rovescia, si disegna così una curva narrativa discendente, che procede dalle immagini corali dell’inizio a tappe crescenti di solitudine, dalle feste vitali di paese allo smarrimento individuale, dai suoni di campana al silenzio. E’ la stessa parabola che, a emblema delle comunità in cui sono inseriti, tra San Vito, Ligugnana, San Giovanni e Casarsa, segna il destino dei tre giovani amici protagonisti, Nini, Eligio e Milio, picari friulani di ingenua vitalità.

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