Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Saba, Umberto
Titolo: Il canzoniere
Editore: Einaudi
Data: 1945

Saba, Umberto: Il Canzoniere, Roma, Einaudi, 1945, 21 x 15,5 cm. Tela editoriale di colore rosso con velina editoriale in cui è riprodotta la firma di Umberto Saba; pp. 610, (6). Prima edizione definitiva dell’intera produzione poetica di Saba. Uno dei rari esemplari rilegati editorialmente in tela rossa, più rari rispetto a quelli legati in tela grigia, per rimediare alla povertà dell’edizione in brossura che tanto spiaceva al poeta. Evidente strappo alla parte posteriore della velina con una mancanza della stessa di circa 10 x 5 cm. Esemplare fresco e solido molto ben conservato. Edizione parzialmente originale.

Questa edizione fu a lungo desiderata da Saba, che negli anni ‘20 e ‘30 aveva più volte avviato trattative con vari editori, tra cui Preda e Carabba, per un nuovo “Canzoniere” esteso alla produzione della maturità e in compenso alleggerito nelle parti iniziali. In questa raccolta viene confermata sostanzialmente la scelta di Ammonizione ed altre poesie, e lo stesso criterio selettivo viene anche applicato alla produzione 1910 – 1921 che viene così molto ridimensionata rispetto al primo Canzoniere. Senza stralci vengono invece inglobate le raccolte successive, con l’aggiunta, per gli ultimi anni, di testi inediti o pubblicati solo in riviste. Quanto alla strutturazione interna, il nuovo Canzoniere si offre con un’articolazione in volumi che deve essere significativa per il lettore; i tre volumi datati con una diseguale distribuzione quantitativa costituiscono un periodizzamento per epoche stilistiche che privilegia le raccolte più recenti, Parole e Ultime cose, quasi che in esse si concentrasse al massimo la materia lirica prima diffusa. L’eleganza grafica delle carte del Canzoniere Einaudi non sembra tradire nulla del dramma dei giorni in cui, sotto la minaccia della deportazione, Saba si nascondeva a Firenze in casa di Anna Maria Ichino. Ma le condizioni del lavoro, svolto dal poeta in parte a memoria, senza potersi valere dei suoi libri, influirono sui testi. Il risultato fu un’edizione scorretta e della quale già nel dicembre 1945 – il libro circolava da poco più di un mese – Saba aveva modificato diverse decine di passi. Purtroppo, nemmeno il Saba libraio poté essere soddisfatto di una veste editoriale che risentiva delle ristrettezze del tempo di guerra: la carta grigiastra appariva sudicia ai suoi occhi e la legatura si dimostrò approssimativa in parecchi esemplari. Per rimediare, l’editore fece legare in tela rigida alcune centinaia delle 2.900 copie stampate, sacrificando la vignetta della copertina. Saba ottenne che un piccolo numero di copie (10) per gli amici fosse tirato su carta di migliore qualità.

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