Pascoli, Giovanni: interessante lettera autografa firmata di 2 pagine (18 x 11,5 cm.) su cartoncino, indirizzata il 18 marzo 1889 all’amico e sodale Pilade Mascelli, a proposito della traduzione delle opere di Alfred de Musset che Mascelli stava intraprendendo e per la quale Pascoli, alla luce anche dei favori personali ricevuti dell’amico traduttore, aveva promesso una prefazione critica. Pascoli concludendo la Prefazione riconosceva «che il traduttore ha saputo essere schietto rimanendo fedele e far sì che questa poesia intimamente francese abbia un’aria tutta nostrale, anzi toscana, (…) ché non è piccola lode», enunciando così ancora una volta, per quanto indirettamente, la sua idea del tradurre. Lievi fioriture ma ben leggibile.
(…) In primis non trovo bello che tu abbia cambiato il metro, che è di settenari (septa syllabes) in francese, ossia ottonari de’ nostri. Così la disposizione delle rime non è più quella; passino gli sdruccioli. Né è lodevole che tu abbia avuto bisogno di una strofa in più. Nel particolare, non mi pare esatta la interpretazione de’ primi versi. Mi dicono, a mio credere: “Dicono tra loro, o mia colomba / che tu fantastichi, morta ancora / sotto la pietà di una tomba”; come a dire: “mormorano che tu sei morta, continui a essere morta, e sogni sotto la pietra etc.; ma per me tu ti svegli di quel sonno e rivivi” “et les ailes demi-choses”, non è reso bene in nessuno de’ tuoi modi. Vuol dire, a mio parere, e sono pur mo spuntate, appena sbocciate; ma potrei qui sbagliare io; nell’altro caso, no. Del resto, va bene. Toglierei l’e in questo verso, così interpungendolo: “tue bionde trecce: o gaudio!” oppure “tue bionde trecce… o gaudio!” oppure “tue bionde trecce – o gaudio!” Nulla per nulla. Ti mando queste due carte che il (?) mi consegnò l’ultima volta, acciocché tu me le deciferi. Mi pare quasi ch’egli abbia voluto scontarmi 100 lire di più. Sai che s’era combinato che m’avrebbe dato 100 in contanti, 50 m’avrebbe ritenuto. Ora non dovrei così avere più debito, di quello che risulti da quelle annotazioni? (…) Come vanno i tuoi affari? I miei così e così. Ti auguro un maschio, sebbene non ci speri: tu hai troppa femminilità nel carattere, per procreare maschi. Le sorelle ti salutano…
Pilade Mascelli è stato un traduttore italiano, noto principalmente per le sue traduzioni di opere di Alfred de Musset pubblicate nel 1926, e figura di riferimento per Giovanni Pascoli, che gli scrisse numerose lettere, di cui alcune sono state oggetto di pubblicazioni accademiche.
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