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Autore: Marinetti, Filippo Tommaso
Titolo: Lettera autografa
Data: 1909

Marinetti, Filippo Tommaso: cartolina illustrata (9 x 14 cm.) raffigurante il Café de la Paix di Parigi sulla quale Marinetti ha posto la propria firma autografa, leggermente sbiadita. Al retro 4 righe autografe firmate inviate nel 1909 da Marinetti all’amico intimo Gian Pietro Lucini, a ribadire la sua vicinanza intellettuale da Parigi, dove Marinetti stava incominciando a tessere le trame del Futurismo: ton ami devote F T Marinetti. Francobollo con annullo. In ottimo stato di conservazione.

Filippo Tommaso Marinetti fondò a Milano la rivista «Poesia» nel 1905, con l’intento di creare una testata internazionale e trait d’union soprattutto con la cultura francese. Aperta agli autori dalle più disparate tendenze , essa divenne l’organo del simbolismo italiano, il cui principale teorico fu Gian Pietro Lucini. Quest’ultimo fornì al giovane fondatore di «Poesia» il supporto concettuale per affrontare una delle inchieste proposte al pubblico della rivista, quella sul verso libero, che prese spunto dalle innovazioni metriche suggerite qualche anno prima dal poeta simbolista Gustave Kahn, massimo difensore del verso libero in Francia. Già nel 1894 il poeta Gian Pietro Lucini si schierava dalla parte del nuovissimo grazie al quale si sarebbe potuto abbattere il finito e l’incatenato per la libertà. L’atteggiamento e la visione erano già quelli del Futurismo, tant’è vero che nell’anno del Manifesto, il 1909, lo stesso Filippo Tommaso Marinetti si occupò dell’edizione della maggiore raccolta poetica luciniana, cambiandone il titolo: non più Canzoni amare bensì l’eloquente e aggressivo Revolverate; si propone qui il mito dell’arma da fuoco, idolo del nuovo secolo al pari dell’automobile. La strada comune percorsa da Lucini con Marinetti era, però, destinata a finire presto perché la convinzione della poesia come necessità del nuovo aveva radici profondamente etiche, di matrice lombarda di alternativa sostanziale alla realtà per Lucini, mentre per Marinetti era adeguazione propagandistica alla realtà industriale e tecnologica, avversa, per questo, a ogni freno umanistico. L’entusiasmo marinettiano per la guerra di Libia, e per la guerra in generale, non poteva accordarsi in nessun modo con l’antimilitarismo e l’antipatriottismo di matrice anarchica di Lucini.

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