Prezzo: euro 500
Autore: Settanni, Pino
Titolo: Collage fotografico
Data: 1975

Settanni, Pino: Diagramma di tartarughe. Collage fotografico originale composto da tre fotografie di tartarughe applicate su cartoncino con 9 riquadri a quadretti disegnati a china, sui quali Settanni è intervenuto disegnando un tracciato nero, 6 piccole tartarughe verdi e marroni e colorando alcune caselle del diagramma. Le fotografie, gelatine ai sali d’argento, misurano cm. 8 x 14. Il cartoncino 24,5 x 43,5 cm. Il lavoro si inserisce sulla ricerca sul tema dell’ordine e disordine di cui Settanni si occupa negli anni Settanta e che darà luce la libro stampato nel 1976: Voligrammi. Al retro del cartoncino titolo autografo, firma di Settanni e data: 1975. Qualche lieve e marginale difetti ma ben conservato. Opera unica.

Pino Settanni è stato un celebre fotografo italiano, noto soprattutto come “mago dei ritratti” o “pittore con la macchina fotografica” per la sua capacità di catturare l’anima dei personaggi della cultura, del cinema e dell’arte. Ritrattista in nero, è famoso per la sua serie di ritratti in cui i soggetti, spesso volti noti dello spettacolo, venivano fotografati vestiti di nero, associati a un “oggetto feticcio” che ne rappresentava la personalità. Iniziò la sua carriera con lavori legati al mondo operaio, di cui faceva parte lavorando all’Italsider. Lasciato il lavoro si trasferisce da Taranto per seguire la sua passione per la fotografia a Roma. Sono gli anni dell’avanguardia e Settanni frequenta mostre e gallerie, studia le foto ed i cataloghi degli artisti del momento, James Collins, Roger Cutforth, Urs Luthi. Nel 1975 conosce Monique Gregory, sua futura moglie, che possiede una galleria d’arte in via del Babbuino e lo inserisce nel mondo dell’arte. Nello stesso anno pubblica per la casa editrice Nuovo Foglio il libro Voligrammi, una serie di fotografie nate da un gioco di linee e da uno studio geometrico sul volo degli uccelli. Settanni, infatti, osserva le sue foto fatte a gruppi di uccelli e scopre tra loro una geometria irreale e simmetrica che li collega; traccia delle linee e comincia una dialettica fatta di ordine e disordine, di pittura e di fotografia che contraddistingue il suo lavoro. Seguiranno i ritratti di personalità della cultura e dell’arte e le interpretazioni dei Tarocchi, dei segni zodiacali, dei sette vizi capitali. Riprende i suoi reportage nei Balcani e in Afghanistan commissionatigli dall’ Esercito italiano alla fine degli anni ’90 per creare immagini elaborate digitalmente. Ben capace come nei suoi reportage di rappresentare il mondo per come appare, Pino Settanni era stato troppo influenzato dalla conoscenza delle opere d’avanguardia per non crearsi un personale spazio creativo all’interno del quale sublimare la realtà. Talvolta lavora in un modo che potremmo definire più tradizionale come nel riflesso dei particolari architettonici in una pozzanghera elaborati con interventi grafici anche se sono le trasformazioni consentitegli dal digitale ad aprirgli nuovi orizzonti. La sua arte è stata celebrata in numerose mostre e archivi, tra cui quello dell’Istituto Luce che ne ha acquisito l’intero archivio.

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